giovedì 29 marzo 2007
martedì 27 marzo 2007
Occhio alle bufale on line
Web: Attivissimo lo «scova-bufale»
Il «cacciatore» di false notizie in Internet
Il «cacciatore» di false notizie in Internet
racconta cosa c'è dietro le burle digitali
Da cinque anni si occupa di bufale. Non di mozzarelle, bensì di false notizie che circolano in internet e con le quali vengono ingannate migliaia di persone. Paolo Attivissimo, 44 anni, nativo del Regno Unito, abita a Lugano, in Svizzera. Dal 1994 affianca alla sua attività di traduttore tecnico quella di giornalista e autore di libri di informatica. Paolo Attivissimo: un nome, un curriculum. Basta guardare il suo sito «www.attivissimo.net», per capire che si dà parecchio da fare.
Quando ha iniziato e come mai ha deciso di dedicarsi alle bufale? Le sta così a cuore la verità?
«Ho iniziato nel 2002 in maniera del tutto involontaria: mi capitava spesso di ricevere dai lettori dei miei libri e articoli richieste di chiarimenti sulle storie strane che giravano in Internet. Notando che le storie erano più o meno sempre le stesse, pubblicai una paginetta web che le raccontasse, in modo da poterla indicare a chi mi chiedeva ragguagli senza dover spiegare tutto da capo ogni volta via mail. Mi ritrovai così sommerso di richieste di indagine su altre storie, per cui alla fine, invece di semplificarmi la vita, che era il mio scopo originale, me la sono piacevolmente complicata».
Dunque lei è curioso?
«Sì, sono un curioso: sin da bambino facevo disperare i miei genitori perché smontavo tutto quello che mi stava a tiro per scoprire cosa c'era dentro. La curiosità di sapere e capire mi è rimasta e le bufale sono un terreno d'esplorazione affascinante: portano a storie strane e intriganti, rivelano moltissimo sulla psicologia delle persone e mi permettono anche di svelare truffe e tentativi di disinformazione che possono risultare molto dannosi. Inoltre posso aiutare ad autenticare gli appelli per le persone realmente bisognose (spesso si tratta di bambini malati) e scremarli dai tanti appelli-truffa che appestano la rete. Mi piace rendermi utile, nel mio piccolo».
Spesso chi naviga in internet ha l'impressione che non tutto quello che legge sia vero. Prima di rivolgersi a lei, come si può fare – di primo acchito – a capire se si sta incappando in una bufala oppure no? Quali sono gli indizi da non lasciarsi mai sfuggire?
«La prima cosa è esaminare l'appello a mente fredda. Una bufala o una truffa di successo gioca infatti sull'emozione che provoca. Il messaggio ha senso? Contiene contraddizioni interne? È troppo bello per essere vero? Ci chiede soldi o dati personali, o ci invita a inoltrarlo a tutti quelli che conosciamo? In generale, più è drammatico l'appello, meno è probabile che sia autentico, anche se ci sono eccezioni. È vitale non fidarsi del fatto che proviene da un nostro conoscente, perché anche lui si è fidato di un suo conoscente, e così via, e nessuno ha fatto alcun controllo, in una pericolosa catena di falsa autorevolezza. Anche le "firme" di enti o autorità in fondo ai messaggi sono spesso fasulle o aggiunte involontariamente. La cosa migliore da fare è immettere in Google le parole chiave del messaggio (nomi, luoghi, frasi insolite) e vedere cosa salta fuori. Molti di questi appelli circolano già da tempo e sono quindi documentati dai tanti siti antibufala internazionali presenti su internet».
Qual è stata la prima bufala che ha smascherato?
«Correva l'anno 1994, internet era appena sbarcata in Italia per il grande pubblico e già circolava l'appello per Craig Shergold, un bambino inglese affetto da tumore al cervello, che prima di morire voleva entrare nel Guinness dei primati con il record di cartoline d'auguri ricevute. L'appello aveva un fondo di verità ma era scaduto: il bambino esisteva davvero, ma era stato curato ed era perseguitato da montagne di cartoline da tutto il mondo. Superarono i cento milioni prima che smettessero di contarle. Le cartoline intasarono gli uffici postali e fecero disperare gli ospedali indicati nell'appello. Il Guinness eliminò la categoria di record per cercare di porre freno alla valanga, ma invano. Se stimiamo un euro per ogni cartolina e relativa affrancatura, per quest'appello sono stati buttati via oltre cento milioni di euro.
Fino a oggi quante bufale ha scoperto?
«Ho perso il conto, francamente, ma sono circa duecento, e ogni settimana se ne aggiunge almeno una».
Qual è, invece, la bufala che l'ha maggiormente colpita e perchè?
«Mi ha stupito l'esplosione delle teorie di complotto riguardanti gli attentati dell'11 settembre 2001. Me ne occupai all'epoca, quando un francese, Thierry Meyssan, creò un sito per pubblicizzare il proprio libro che affermava che nessun aereo aveva in realtà colpito il Pentagono. Un successo commerciale spettacolare (un milione di euro di diritti d'autore), che diede la stura a tutto un business di bufale molto remunerative. Insieme agli esperti di settore, ho controllato oltre 70 teorie di complotto e presunte "prove", e tutte sono risultate false. A volte per errore d'interpretazione, ma più spesso per malizia finalizzata alla vendita di libri, dvd e gadget. Il complottismo è un business mascherato da "ricerca della verità"».
È complicato verificare se una notizia che le arriva è o meno una bufala?
«Di solito no: basta una ricerca in Google con le parole chiave giuste. Leggendo l'elenco delle indagini, è facile acquisire un certo "fiuto" nel settore, perché gli schemi sono piuttosto ripetitivi. C'è sempre di mezzo la leva dell'emozione: positiva o negativa, ma pur sempre emozione mirata a far mettere da parte il buon senso. È come assistere a un numero di un prestigiatore quando si conosce il trucco: si diventa immuni al facile stupore, ma si apprezza la bravura e la tecnica d'esecuzione. E alcune truffe e bufale sono fatte davvero con arte».
Le è mai capitato di prendere lei una cantonata, ovvero di trovarsi davanti a un fatto talmente assurdo da essere, alla fine, vero?
«Finora no, ma è inevitabile che prima o poi mi capiti. Ci sono andato vicino: nel 2002, quando il governo italiano propose un aumento dell'8.000% di una "tassa antipirateria" sui cd vergini, circolò in internet un allarme-petizione che inizialmente presi per falso. La notizia di una tassa applicata a titolo preventivo, perché sono tanti coloro che usano i cd vergini per copiarvi musica o film, mi sembrava talmente demenziale (come dare la multa a tutti gli automobilisti perché tanti commettono infrazioni) che ci volle la conferma degli esperti di settore per convincermi. La tassa esiste tuttora».
Ammetterà che il «cacciatore di bufale» non è un lavoro tanto frequente. Per fare un paragone fumettistico, ricorda un po' l'«indagatore dell'incubo», unico al mondo a fare quel lavoro: ma Dylan Dog, pur essendo un fumetto, lamenta spesso di non essere preso sul serio. A lei è mai capitato?
«No, anzi, il mio problema è che molti pensano che io sia in grado di indagare sui misteri più incredibili. Altri, specialmente i complottisti, pensano addirittura che io sia un agente della Cia che comanda infiltrati nelle redazioni di tv e giornali. Mi prendono fin troppo sul serio, ma in realtà sono semplicemente un giornalista con un po' di esperienza d'indagine informatica, assistito da esperti nei vari settori di volta in volta interessati».
Nel suo sito dice che è ghiotto solo di pizza e focaccia. Un modo per far capire che fa tutto questo gratis. Ma di cosa vive?
«Mi mantengo con un lavoro assolutamente non interessante ma abbastanza ben remunerato, ovvero faccio il traduttore di brevetti, e poi con i libri che scrivo e con le consulenze per radio e televisioni. Le donazioni dei lettori, inoltre, aiutano non poco a pagare le bollette dei servizi internet che uso per le mie indagini e mi permettono di dedicare più tempo alla pubblicazione di testi liberamente scaricabili e distribuibili, non solo sulle bufale ma anche sulla sicurezza informatica e i diritti dei consumatori su Internet».
C'è chi dice che l'uomo non è mai stato sulla Luna, altri che l'11 settembre è stato tutto un complotto organizzato dagli Stati Uniti. Viviamo in un periodo di così grandi incertezze? Come diceva «l'uomo che fuma» di X-files, non ci si deve fidare più di nessuno?
«Io uso il cosiddetto "principio di Belzebù": se un venditore di Bibbie mi dice che ha visto Belzebù e mi propone di comperare un Bibbia per difendermi dal demonio, dubito che stia dicendo disinteressatamente la verità. Se la stessa cosa mi viene detta da un ateo con imbarazzo, la considero più affidabile. Ma la verifica si fa sempre lo stesso. In generale, conviene diffidare di chi ha convenienza a farci credere qualcosa e cercare fonti non interessate. L'arma principale è il buon senso, sostenuto dalla conoscenza della materia, in genere scientifica. Il buon senso è sufficiente per farci capire che le teorie sull'11 settembre, con grattacieli demoliti di nascosto e aerei fantasma che fanno finta di colpire il Pentagono, sono complicazioni assurde. Nessun cospiratore farebbe un piano così stupido. Lo stesso vale per la Luna. Il rischio di essere smascherati, di avere una talpa che confessa, sarebbe inutilmente alto».
Su attivissimo.net parla anche delle cosiddette «catene di Sant'Antonio». D'altronde, a chi non ne è arrivata almeno una in posta elettronica e chi non si è mai chiesto chi possa aver perso tanto tempo per realizzarla e soprattutto perché. Lei si è dato una risposta?
«Le catene di questo genere nascono soprattutto per buona fede mal riposta, per disinformazione intenzionale e per il gusto della burla. In alcuni casi è stato possibile risalire all'autore, con risultati sorprendenti. A volte le catene nascono addirittura, e mi spiace dirlo, dalle redazioni dei giornali più blasonati, che non controllano bene le notizie, sedotti dalla fame di scoop, come nel caso del seno al silicone che esplode in aereo, della tragedia dello Shuttle Columbia o delle foto satellitari del grande blackout italiano del 2003. È indispensabile una maggiore attenzione, altrimenti si rischia di creare sfiducia generale».
Fabio Conti
(da L'Eco di Bergamo)
domenica 18 marzo 2007
ICE
Il buon Fil, oltre ad avermi dato una mano a scegliere il nuovo cellulare (mandando automaticamente in pensione il vecchio Nokia), mi ha segnalato questa iniziativa, di indubbio interesse:
domenica 4 marzo 2007
Dedicata a Fil
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sadove non si sa
dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
(G.Gaber, 1994)
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sadove non si sa
dove non si sa.
Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.
Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!
(G.Gaber, 1994)
Red Moon
Si potrà rivedere soltanto tra 19 anni il fenomeno della cosiddetta "luna rossa", l'eclissi di luna che la scorsa notte ha fatto restare con il naso all'insù milioni di persone. Si vedeva in effetti bene, grazie a un cielo terso come non mai. Era evidente il colore rossastro del satellite terrestre.
Peccato che eventi del genere non si verifichino di frequente. In effetti, se così fosse, il fenomeno perderebbe tutto il suo fascino, un po' come il passaggio delle comete.
lunedì 19 febbraio 2007
Hic! Hic!
Usa, la storia di Jennifer Mee
Cinquanta singhiozzi al minuto
E lei non riesce a smettere da tre settimane
Cinquanta singhiozzi al minuto
E lei non riesce a smettere da tre settimane
Centinaia di consigli via web, per ora tutti inutili. Medici impotenti
ST.PETERSBURG (Florida, Stati Uniti) - Da oltre tre settimane ormai Jennifer Mee, che abita in una piccola e tranquilla cittadina dello stato della Florida, non riesce a darsi pace. Continua a singhiozzare - 50 volte in un minuto.
Se il singhiozzo è considerato dai più un fenomeno del tutto normale, che si risolve in pochi minuti, non è così per la teenager americana. Nelle ultime tre settimane Jennifer è ricorsa a tutti i metodi di cura tradizionali. I medici sono perplessi e la madre ha decisa di rivolgersi ai media: «Aiutate mia figlia». Nel giro di pochi giorni dai blog e via mail sono arrivati centinaia di consigli, tutti finora inutili. Anche i dottori che l'hanno visitata si sono trovati di fronte ad un rebus.
Il 23 gennaio scorso è cominciato il calvario della quindicenne; come ogni giorno si è svegliata per andare a scuola e d'improvviso ha cominciato a singhiozzare senza più fermarsi. Solamente quando va a dormire di notte, e con l'aiuto di Valium, il disturbo cessa, ma solo momentaneamente. Cardiologi, pediatri e neurologi hanno provato di tutto: test del sangue, tomografia computerizzata, risonanza magnetica e diversi medicinali.
Da oltre 25 giorni non va a scuola e non riesce a mangiare normalmente. Ingerire rapidamente acqua a piccoli sorsi, prendere un cucchiaino di aceto, favorire uno starnuto, inghiottire rapidamente un cucchiaino di zucchero o prendere un cucchiaio di succo di limone puro: la madre ammette di aver provato tutti i metodi tradizionali.
PRONTI A TUTTO Dopo che oltre una dozzina di medici non sono stati in grado di risolvere il problema, la madre Rachel Robidoux si è rivolta alla stampa locale ed in pochi giorni anche quella nazionale riportava la curiosa quanto seria notizia: ed in effetti sono arrivate centinaia di chiamate - la maggior parte con i soliti "rimedi della nonna" - in questo caso però inefficaci. «Al momento siamo pronti a tutto», ha detto Robidoux alla "St. Petersburg Times". «Nel frattempo diversi chiropratici hanno già offerto a Mee il loro aiuto; così come specialisti in agopuntura e in ipnosi. Abbiamo provato di tutto, consultato ogni genere di libro», ha ripetuto la madre anche alla Fox di Tampa Bay ma finora il fastidioso e "ostinato" singhiozzo non sembra arrestarsi.
Il singhiozzo è un fenomeno dovuto a contrazioni ripetute e involontarie del muscolo diaframma, il muscolo che si contrae durante l'inspirazione e si distende durante l'espirazione. Il tipico suono "hic", che si ripete in modo ritmico e continuo per alcuni minuti, è dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma si conclude con una brusca chiusura della valvola che separa l'apparato respiratorio da quello digerente.
Elmar Burchia
19 febbraio 2007
(da Corriere.it)
domenica 18 febbraio 2007
Misteri informatici
Mistero. Provate un po' a digitare
=rand(200,99)
in Microsoft Word, poi premete invio e guardate un po' cosa salta fuori.
Pazzesco. E, soprattutto: ci sarà una spiegazione?
sabato 17 febbraio 2007
Ma è Jack, ecco chi è!
Vi ricordate il vecchio gioco "Indovina chi?", prodotto dagli Anni Settanta dalla Mb? Ebbene, tutti gli strani personaggi hanno qualcosa in comune uno con l'altro, non sono messi lì per caso. C'è un sito internet che svela la "Vera storia di Indivina chi?"
giovedì 8 febbraio 2007
Stile e tecnologia. È proprio Bravo
ROMA Chi con la Bravo, vecchio modello ovviamente, ci va in giro dal 1999 e ha macinato 240 mila chilometri, non può che essere in parte coinvolto emotivamente salendo sulla nuova versione. Anche se bastano pochi attimi per capire che, con l'altra Bravo, questa nuova auto non ha più niente a che vedere. A parte il nome, ovviamente. E non è un caso - lo ha chiaramente spiegato nei giorni scorsi a Roma, durante la presentazione ufficiale della nuova vettura, il capo del marchio Luca De Meo - che l'auto scelta dalla Fiat come sfida per il futuro nel segmento C, il più richiesto sul mercato e dunque il più competitivo, si chiami Bravo. Un nome che, come Panda e Punto, ha lasciato il segno nel panorama automobilistico italiano. Una popolarità non facile da raggiungere - ha sottolineato De Meo - e dunque assolutamente da non sprecare. Per questo, secondo Fiat, la nuova Bravo è l'auto della svolta per il marchio. L'abbiamo provata tra Roma e il litorale laziale, lungo un percorso ideale per le caratteristiche della vettura.IL DESIGN Esteriormente la nuova Bravo è accattivante. Ha cinque porte come una berlina, ma ha una linea sportiva come una coupée. Per questo sembra un'auto appetibile sia per la famiglia sia per la coppia, ma anche per il single. Ampi i proiettori anteriori a goccia, grintosa la griglia alla base del cofano, con al centro il nuovo marchio Fiat. La Bravo è stata progettata su tecnologia aerospaziale e con software virtuali: tutto questo ha consentito a Fiat di realizzare in soli 18 mesi quella che sarà la vettura di punta del marchio. L'auto, nei concessionari da sabato, è prodotta nello stabilimento di Piedimonte San Germano. Cinque gli allestimenti: Bravo, Active, Dynamic, Emotion e Sport. La nuova Bravo è la più grande della sua categoria. Lunga 4 metri e 34 centimetri, larga un metro e 79, è però più bassa di tre centimetri (per un totale di un metro e 49) rispetto alla Stilo: un particolare che contribuisce a rendere la linea slanciata. Il bagagliaio è di 400 litri.
LA SICUREZZA Nessun risparmio anche sul fronte sicurezza: fino a sette gli airbag, cinque i poggiatesta e cinture a tre punti d'attacco. Innumerevoli gli optional, che consentono di personalizzare la vettura: il climatizzatore automatico bi-zona, due autoradio con cd o lettore mp3, il tetto apribile panoramico, il sensore della pioggia, il sistema di ausilio per il parcheggio e i fendinebbia con funzione autoadattativa in curva.
L'ABITACOLO Davvero spazioso l'abitacolo, dove il comfort sembra di casa e con un cruscotto tutto da scoprire. Guidando si può anche fare a meno di staccare le mani dal volante, dove si trovano diversi comandi. Basta un comando vocale per attivare il sistema di navigazione «Blue&me Nav» (un'esclusiva del Gruppo Fiat realizzata in collaborazione con Microsoft), lanciato in anteprima mondiale proprio su Bravo. È possibile scegliere il percorso del navigatore (indicato da un display a pittogrammi), ma anche fare telefonate, inviare sms o ascoltare musica. Tra le novità anche la possibilità di collegare direttamente nel cruscotto una chiave Usb, dalla quale ascoltare file audio in formato mp3 o scaricare le mappe del navigatore.
IL MOTORE Sono previsti cinque differenti motori: tre a benzina e due diesel. Tra i primi si va da un 1.4 da 90 cavalli a due nuovi 1.4 turbo da 120 e 150 cavalli (a iniezione diretta). Per quanto riguarda i due turbodiesel, sono entrambi 1.9 di cilindrata, con 120 e 150 cavalli di potenza (quest'ultimo con cambio a sei marce).
I PREZZI Chiavi in mano, il prezzo varia tra i 14.900 euro per la 1.4 litri 16 valvole benzina da 90 cavalli, ai 22.800 euro della versione diesel 1.9 Sport con motore multijet da 150 cavalli. Ce n'è davvero per tutti i gusti.
Fabio Conti
(da "L'Eco di Bergamo" di mercoledì 7 febbraio 2007)
sabato 3 febbraio 2007
Una canzone per il blog
il vento era una sciarpa
l'aiutai a rimettersi la scarpa
lieve follia aerea
un'astronave la terrazza
Dio quanto dice è buffa e pazza
ci urtammo verso la finestra
e lei veniva dalla destra
fiutai che notte era
una notte bucaniera
la calza rotta
seguirò la rotta della calza
c'è già una vela che si alza
sento la curva delle cosce
mollo l'ancora e le angosce
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo
per due
navigando sulla luna
che lasciammo in alto
soldo di fortuna a girar sù
con la sua faccia a smalto
dalla parte quella buona cadde giù
nell'aria lenta e blues
ride a sbuffo come un autobus
versa parole nel mio orecchio
e un vino dolce esca
io dentro una camicia fresca
durò fino al mattino presto
il sequestro del maestro
e tra le nostre dita
una strana calamita
e mi scavava dentro i desideri
quella talpa
dimmi la volta che si salpa
un di la barca rivernicio
mi piazzo sotto a quel tuo ufficio
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo
per due
navigando sulle onde
dalla pelle d'oro
lei che mi confonde poppa e prua
dov'è la mappa del tesoro
per cercare un'isola la tua
e navigando naufrago su te
tra capelli indiani
labbra arabe
occhi venezuelani
gambe andaluse
piedi africani
seni tahitiani
fianchi tropicali
caviglie zingare
sopracciglia orientali
sbarco in Normandia
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo
per due
navigando alla deriva
vento di bonaccia
guardo nella stiva cosa c'è
una lattina vuota tra le braccia
bella e primitiva insieme a te
io sono stato Ulisse Simbad Gilgamesh
restai solo a bordo
come un lupo nella tana
cupo e sempre più balordo
e neanche un'isola italiana
dalla bocca rossa
gli occhi verdi
e i denti bianchi
per riposarsi almeno un po'
quando ci si sente stanchi
lunedì 29 gennaio 2007
Piedi bucati
Guardate un po' che figuraccia...
ANKARA - Brutta figura per il presidente della Banca Mondiale, l'americano Paul Wolfowitz. Domenica, durante la sua visita in Turchia, ha vissuto dei momenti imbarazzanti prima di varcare la soglia della famosa moschea Selimiye a Edirne. Appena tolte le scarpe (un rituale che simboleggia la volontà di lasciare all'esterno ogni impurità) ecco venire alla luce i buchi appena creatisi nei calzini grigi di Wolfowitz. A riportare la notizia l'emittente turca Ntv che ha seguito passo passo il presidente della Banca Mondiale durante il suo viaggio ufficiale in Turchia. E la stampa del paese, ha riproposto la foto dando grande risalto alla notizia dei calzini bucati. Il commento sarcastico del quotidiano «Hürriyet»: "Il capo dei soldi ha buchi nelle calze".
Figuraccia del presidente della Banca Mondiale in una moschea turca
Capo della Banca Mondiale con calze bucate
Imbarazzo di fronte a Paul Wolfowitz quando si è tolto le scarpe per entare nella luogo di culto musulmano a Edirne
ANKARA - Brutta figura per il presidente della Banca Mondiale, l'americano Paul Wolfowitz. Domenica, durante la sua visita in Turchia, ha vissuto dei momenti imbarazzanti prima di varcare la soglia della famosa moschea Selimiye a Edirne. Appena tolte le scarpe (un rituale che simboleggia la volontà di lasciare all'esterno ogni impurità) ecco venire alla luce i buchi appena creatisi nei calzini grigi di Wolfowitz. A riportare la notizia l'emittente turca Ntv che ha seguito passo passo il presidente della Banca Mondiale durante il suo viaggio ufficiale in Turchia. E la stampa del paese, ha riproposto la foto dando grande risalto alla notizia dei calzini bucati. Il commento sarcastico del quotidiano «Hürriyet»: "Il capo dei soldi ha buchi nelle calze". sabato 27 gennaio 2007
Vippaggine
Martedì e mercoledì prossimi avrò il piacere di alloggiare, senza spendere un cent, in questo modestissimo albergo romano. Invidiatemi pure.domenica 21 gennaio 2007
Destinazioni
venerdì 19 gennaio 2007
Data di nascita
Grazie a questo simpatico link si può sapere qualcosa in più sulla propria data di nascita e sul proprio carattere: data di nascita.
domenica 14 gennaio 2007
007 e lode
Anche se a prima vista sembra più un russo che un inglese, devo ammettere che Daniel Craig mi ha convinto come nuovo 007. Il film è allo stesso tempo divertente e interessante e oggi al cinema non è facile trovare la combinazione di queste due caratteristiche. Mi aspettavo qualcosa di più da Eva Green, mentre l'italiana ex "letterina" di Passaparola Caterina Murino lascia il segno nella pellicola. Da questo a dire che sarà la nuova Bellucci ne passa. Trama avvincente, poi da buon campanilista mi lascio sempre coinvolgere quando vedo che le scene di film importanti - o commerciali, come preferisce qualcuno - vengono girate in Italia. In questo caso sul lago Maggiore e a Venezia. Aspetto già il nuovo episodio.domenica 7 gennaio 2007
Anno nuovo, blog rinnovato
Superati i 4 mila visitatori nel 2006, per questo nuovo anno ho pensato di rinnovare un po' graficamente il blog, aggiungendo qualche elemento tipo la mappa delle provenienze degli utenti. Spero vi piaccia! Buona navigazione!
sabato 6 gennaio 2007
Segnaletica precisa
Certo che ormai la segnaletica ha raggiunto livelli di precisione impressionanti.
Guardate un po' che cartello ho trovato a 2.300 metri di quota, lo scorso mercoledì 2, sulle vette del Sud Tirolo!...

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