venerdì 28 dicembre 2007

Blog chiuso per anno nuovo fino al 5 gennaio 2008

Domani si parte per Merano e il blog non sarà
aggiornato fino al 5 gennaio 2008.
Auguro a tutti quelli che ogni tanto passano di qui
di trascorrere un sereno anno nuovo!
Nel frattempo cercherò di imparare a sciare.
Auguroni!
Fabio

venerdì 21 dicembre 2007

Come eravamo...

Il 2 marzo 1991 Treviglio (dalla Geromina al mercato) era così...

Ufo?

Stupore in Giappone
«Prepariamoci a combattere gli alieni»
Due esponenti del governo nipponico ammettono l'esistenza degli Ufo

TOKIO – Il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato che il Giappone deve prepararsi preventivamente ad un possibile attacco da parte degli alieni. E non è il solo a pensarla così. Capita di rado, o quasi mai, che un responsabile governativo si sbilanci ufficialmente, quando viene sollecitato sull'argomento dell'esistenza di oggetti non identificati, gli Ufo Per questo hanno suscitato grande curiosità e sbigottimento in questi giorni a Tokio e in tutto il Giappone le dichiarazioni di importanti esponenti politici.

RISPOSTE STEREOTIPATE - Il primo ad esporsi pubblicamente è stato il capo di gabinetto nipponico, Nobutaka Machimura, martedì scorso durante una conferenza stampa. Alle domande insistenti dei giornalisti sui recenti avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli del Sol Levante il ministro ha ammesso, senza giri di parole, che «il governo può solo offrire risposte stereotipate a questa domanda – ma personalmente, credo definitivamente che gli Ufo esistano». «Non dovrei aggiungere altro, ma vorrei veramente che queste domande venissero poste con più frequenza», ha detto.

GODZILLA - Come scrive il quotidiano Kyodo News sulla sua pagina online, quest'oggi è stato invece il turno di un secondo ministro, quello alla Difesa, Shigeru Ishiba. «Non c'è nessun motivo per negare ulteriormente che oggetti non identificati (Ufo) esistono, e che questi vengono controllati da un'altra forma di vita», ha detto ai reporter, specificando tuttavia che si tratta di un'esternazione a titolo personale. «Verificherò se l'esercito del Giappone sia in grado di affrontare un attacco alieno - del resto, anche nei film di Godzilla sono di fatto le truppe giapponesi ad entrare in azione», ha affermato Ishiba. «Non si capisce come mai», ha poi aggiunto, «la nostra legislazione non dispone ancora di alcuna direttiva nel caso di un'invasione extraterrestre». Pure in questo caso il politico ha voluto sottolineare che quella espressa era solo un'opinione personale.

ATTACCO - Con la sua Costituzione estremamente pacifista, il Giappone rinuncia ad avere delle forze armate predisposte per una guerra, e si vieta ogni partecipazione militare a conflitti internazionali. Dalla fine della seconda guerra mondiale Tokyo ha avuto solo una Forza di Autodifesa.

domenica 16 dicembre 2007

Neve wait (o meglio, white) us!

Bene, bene, bene. Rispetto all'anno scorso, quando venne sparacchiata dai cannoni (di cui abbiamo una diapositiva)...

...quest'anno a Merano 2000 sembra che la neve abbia già deciso di cadere naturalmente (leggasi: «in modo naturale» e non come «ovviamente»...), come testimonia l'ultimo bollettino disponibile:

Natale in crociera

Il film mi ha fatto più che altro venire voglia di andare in crociera! Laura, stai pronta! ;-) E comunque mi è sembrata la classica commedia all'italiana, con battute singolari e umorismo fine a sé stesso. Il tutto condito in una miscela di sponsor (piuttosto evidenti, non si può certo parlare di pubblicità occulta), bei paesaggi e ottima fotografia (in senso cinematografico).

La trama è la forse la più classica delle commedie italiane, con il solito doppiogioco di De Sica che mi ha un po' ricordato i film Anni Ottanta di Pippo Franco. Il tutto rivisto però in una chiave più moderna. Le due storie parallele (De Sica-Yespica-Brilli e De Luigi-Hunziker) sono entrambe divertenti (a parte quando De Sica schiaccia la testa di De Luigi nel portabaglaglio a mano dell'aereo, le due vidende non si incrociano mai), anche se ho personalmente preferito la seconda.

Ed ecco la scheda del film e alcune foto:

Genere: Commedia
Titolo originale: Natale in crociera
Nazione: Italia
Anno produzione: 2007
Durata: 109'
Regia: Neri Parenti
Cast: Christian De Sica, Michelle Hunziker, Fabio De Luigi, Aida Yespica, Alessandro Siani, Nancy Brilli
Produzione: Filmauro
Distribuzione: Filmauro
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Neri Parenti



domenica 11 novembre 2007

Religioni

A questo indirizzo ho trovato un simpatico test che consente di verificare quale sia la migliore religione per ciascuno di noi: vi invito a farlo, è abbastanza divertente.
I miei risultati sono stati i seguenti (non che mi abbiano stupito, in realtà...):

Il tuo risultato è Cristianesimo. Le tue credenze si avvicinano maggiormente a quelle del Cristianesimo. Fai qualche ricerca a riguardo e considera l'idea di diventare cristiano se non lo sei già. Il Cristianesimo è la seconda delle tre grandi religione monoteistiche. Segue l'Ebraismo ed è seguita dall'Islam. Differisce nella figura di Gesù, visto non come un profeta o una figura storica, ma come l'incarnazione di Dio, e la Sacra Trinità è il concetto che Gesù assume tre forme: il Padre (Dio), il Figlio (Gesù) e lo Spirito Santo. Gesù predicò l'idea dell'amore e del perdono al posto della vendetta, anche verso i propri nemici. I cristiani credono che Gesù morì sulla croce per salvare gli uomini e perdonarli dei loro peccati. Nel corso della storia il Cristianesimo si è frammentato in numerosi culti e dottrine, creando spaccature all'interno della Cristianità.

Cristianesimo
100%

Ebraismo
80%
Confucianesimo
80%
Buddismo
75%
Satanismo
40%

Islam
40%
Induismo
40%

Paganesimo
30%
Paranormale
25%

Agnosticismo
10%
Ateismo
0%

martedì 6 novembre 2007

Lunga è la notte

Un particolare mi ha colpito delle ultime ore di vita di Enzo Biagi. L'altro giorno le figlie hanno raccontato ai cronisti che il padre, dopo essersi svegliato, dal letto dell'ospedale chiedeva e si informava sugli ultimi fatti di attualità. Cronista fino all'ultimo, verrebbe da dire, con una frase fatta.

Dopo decenni trascorsi a raccontare i fatti per gli altri, a vivere in prima persona gli eventi per poterli testimoniare ai lettori e ai telespettatori, anche dal suo ultimo letto Biagi si è informato, ha voluto sapere, ha chiesto. Un "difetto" che è intrinseco nei cronisti, mi viene da pensare. Anche quando ormai non c'è più nessun lettore, anche quando non servirebbe più riferire ad alcuno quello che si è segnato nel taccuino della memoria. Una deformazione professionale che forse soltanto chi è "del mestiere" riesce a comprendere senza scambiarla per morbosa curiosità o per inutile interessamento. Di Biagi ho sempre apprezzato l'umiltà, il senso di servizio che traspariva dai suoi testi, il desiderio di informare chi sta dall'altra parte della pagina. Un insegnamento di umiltà: perché quando la pagina è bianca e va rimpita viene automatico pensare che dall'altra parte possa leggere il tuo pezzo chiunque. E tu sai che lo scrivi per tutti, non per una parte politica, non per far piacere a qualcuno. Per tutti: dalla nonnina in pensione all'imprenditore in carriera, dallo studente al pendolare, dall'operaio al dirigente aziendale.

E allora ti autoimponi di essere corretto con tutti loro, perché glielo devi: perché andranno a comprare il tuo giornale e perché loro stessi ti chiedono di raccontargli quanto non hanno potuto vedere di persona. E poi essere corretti con i lettori significa essere corretto anche con te stesso, essendo tu il primo lettore del tuo pezzo. È un onore scrivere, caro Biagi: l'ho imparato anche da lei. O meglio, i suoi testi me l'hanno insegnato: che poi io l'abbia in effetti imparato, non devo certo essere io a dirlo. Ma ho capito che è un onore andare "sul posto" a seguire un fatto di cronaca. Ecco perché mi sono sempre autoimposto l'imparzialità. Ecco perché di lei ho cercato di imitare l'umiltà, il fatto di non sbandierare mai di essere giornalista come fosse un vanto.

Stare invece in disparte, a osservare, a prendere nota per riportare al meglio i fatti, senza troppe intromissioni. Lì nella mia libreria c'è uno dei suoi testi, "Lunga è la notte". Ora per lei è notte davvero. Ma qualora si dovesse essere risvegliato da qualche altra parte, so che la prima cosa che, taccuino alla mano avrà chiesto, sarà stata: "Cos'è successo?".

domenica 28 ottobre 2007

Nalut

Nalut (Libia); un Kwar, magazzino fortificato ai margini del deserto, utilizzato dai berberi per custodire gli alimenti e rifugiarsi in caso di pericolo.

sabato 27 ottobre 2007

Tutti qui
i miei sguardi
oltre il cielo
in un salto
per vederlo
una volta
dall'alto...

venerdì 26 ottobre 2007

Prime pagine on line

Segnalo che a questo indirizzo è possibile leggere ogni giorno le prime pagine dei principali quotidiani nazionali. Per gli amanti del genere...

Fanzine online

Segnalo il mio contriuto (addirittura in copertina! Grazie Gianluca...) alla fanzine di questo mese "Di là dal ponte": potete scaricarla -ovviamente gratis - cliccando in basso a destra, dove appare la copertina. Buona lettura!

venerdì 12 ottobre 2007

Femminismo?

mercoledì 10 ottobre 2007

È nato il forum della Geradadda!

Vi comunico ufficialmente la nascita del nuovo forum sulla, della e per la Geradadda. Si trova all'indirizzo:


Visitatelo, partecipate, diffondetelo!

Buona lettura!

domenica 30 settembre 2007

Anche Internet nel cestino

Visitate un blog - magari anche questo - e vi rendete conto che è orrendo?
Capitate in un sito e vi accorgete che non ci sono scritte altro che cavolate?
Trovate un portale e vorreste spaccare il monitor tanto vi ha schifato?
Bene (anche perché ho terminato i sinomini di sito...), allora collegatevi a questo spettacolare sito e agite!
E, ricordate: un giornale lo potete sempre stracciare e buttare nella pattumiera, un sito invece no!
...fino a oggi!

PS: Grazie a Selinunte per la segnalazione via chat.

venerdì 28 settembre 2007

Free burma

In questo blog non ho mai voluto scrivere di politica (quella con la "p" minuscola, per intenderci) per una scelta ben precisa, quella di lasciare fuori da questo spazio virtuale discussioni e prese di posizioni che, nella maggior parte dei casi, risultano o diventano strumentali. Non perché sia convinto che la politica non serva - anzi! - ma semplicemente perché sono convinto che non serva qui, in questo spazio di "pensieri e parole".
Sono tuttavia convinto che quello che sta accadendo in Myanmar, ex Birmania, con la politica non abbia niente a che vedere. Quando i diritti civili vengono calpestati e soprattutto quando il diritto alla comunicazione, a riportare i fatti così come accadono - senza commenti o prese di posizione - viene eliminato con il piombo, ecco che inizia ad andare in fibrillazione anche la mia coscienza da cronista di strada - perché tale mi sono sempre definito, a testa alta -, quella che mi spinge a cercare di raccontare la verità e i fatti in modo imparziale, puntuale e corretto (a volte non ci riesco, lo so, ma abbiate pazienza, sono un uomo anch'io e, comunque, quando questo accade non è mai volontario...).
Per questo da oggi in questo blog compare, in alto a destra, la nastrina "Free Burma", l'iniziativa di Blogosfere. L'informazione e la comunicazione sono l'unico mezzo per garantire la libertà (quella vera, non quella politica), per tutelare i diritti, per evitare soprusi. Perché - anche se troppi, anche a livello locale, anche chi vive vicino a me, anche tra chi conosco, non l'hanno purtroppo ancora capito - quando nessuno scrive, racconta o fotografa un fatto, è come se quello non fosse mai accaduto. E allora raccontiamo, fotografiamo e scriviamo. E che nessuno osi più sparare contro a chi lo fa.
Fabio

sabato 22 settembre 2007

Capolavori di grafica

Segnalo ai 25 gentili lettori del blog che l'autrice dell'apprezzatissimo logo che vedete qui sopra ha aperto una fotogallery on line, che potete visitare cliccando qui.
Riporto alcune altre creazioni qui sotto, tanto per darvi un'idea della bravura:

(NB: le foto utilizzate sono state reperite gratuitamente su Internet e restano tuttavia di proprietà degli autori)

Simpsons anch'io!

Fabio Simpsons

giovedì 20 settembre 2007

Buon compleanno alle "faccine"

Venticinque anni per la faccina digitale. Cade proprio quest'oggi (anche se è abbastanza controversa la data ufficiale della sua prima apparizione) il compleanno delle emoticon: contrazione del binomio «emotional icon» (più o meno icone delle emozioni). Inizialmente conosciute come smiley e per tutti, almeno in Italia, come «faccine». Erano infatti le 11,44 del 19 settembre 1982 quando Scott Fahlman, ricercatore d'informatica alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh inviò nella bacheca elettronica dell'università un messaggio che ha fatto storia. Visto che un recente scherzo sul funzionamento degli ascensori dell'ateneo non era stato capito, generando un allarme sicurezza per l'università, Fahlman propose di utilizzare nei futuri messaggi il simbolo :-) per indicare che si trattava appunto di uno scherzo, oppure :-( per sottolineare che l'informazione era seria. «Da leggere orizzontalmente», precisò.
Pochi mesi dopo una lunga lista di emoticon più complesse circolava già nelle altre Bbs. Dando il via a quello che è diventata non solo una moda, ma, di fatto una mania. «Un mio piccolo regalo al mondo», si è sempre limitato a commentare Fahlman, che dalla sua intuizione non ci guadagnò nulla visto come non brevettò mai la sua invenzione. Se è vero che Fahlman è considerato il papà delle «faccine», già qualcuno prima di lui provò a proporre l'utilizzo di simboli grafici nei messaggi per esprimere emozioni o stati d'animo. Era il 12 aprile 1979 quando Kevin McKenzie, inviando una e-mail agli iscritti a MsgGroup (uno dei primi sistemi di Bulletin board system, in sigla Bbs, ovvero un collegamento tra computer grazie alla linea telefonica), propose di aggiungere qualche elemento grafico per rendere meno freddi i testi dei messaggi. In particolare propose il simbolo )-» per segnalare una smorfia. Un'idea che non piacque per nulla agli altri utenti, che non seguirono il consiglio. E lasciando così, di fatto, «campo libero» a Fahlman.Il successo delle «emoticon» è divenuto planetario, divenendo di uso quotidiano - e pure apprezzato - da giovani e da adulti. Anche per via del fatto che la tribù delle «faccine» è andata via via crescendo di numero a significare le espressioni più disparate e colorite. Divertita, triste, arrabbiata, offesa, piagnucolante. E, ancora: con gli occhiali, col cappellino, con la linguaccia fuori, con l'aureola.
E se inizialmente le emoticon erano formate da semplici simboli grafici trovati sulla tastiera come :-) e :-( per il sorriso e il malumore, :-D per la risata, :'-( per il pianto, ;-) per l'occhiolino, :-O per lo stupore o :-S per lo sgomento ¿ oggi, grazie alle evoluzioni grafiche di programmi come i Messenger di Microsoft o di Yahoo, le faccine hanno assunto i contorni di vere facce, solitamente gialle forse per ricordare lo «smiley» realizzato da Harvey Ball e in voga negli Anni Settanta e Ottanta o il simpatico Pacman, antesignano dei videogiochi. Proprio un sondaggio di Yahoo Messenger ha permesso di scoprire che anche gli adulti apprezzano e usano le emoticon nei messaggi, anche in quelli seri. E lo fanno anche sul lavoro. Già, i professionisti mandano sms e mail con tanto di faccine a corredo per rendere più chiaro il contenuto del testo o il proprio stato d'animo. Insomma, le emoticon sono un modo in più per comunicare. A livello di dati, il 52% degli oltre 40 mila utenti intervistati ha più di trent'anni. E, di loro, il 55% ha ammesso di utilizzare le emoticon ogni giorno. Il 40% ha scoperto le faccine negli ultimi cinque anni.


Fabio Conti
(da L'Eco di Bergamo di mercoledì 19 settembre 2007)

Post di riflessione

Oggi per una occasione triste ho rivisto diverse persone che non vedevo più da qualche tempo. E devo dire, a costo di sembrare banale, che le ho trovate bene e ancora in gamba. Il tempo passa ma certe persone non cambiano mai. Di solito succede agli esempi negativi, stavolta invece no. Meno male.

sabato 1 settembre 2007

Ci mancavano i Puffi comunisti...

Esistono alcune teorie secondo cui il villaggio dei Puffi rispecchia l'ordinamento di una comunità comunista, dove non esiste denaro e vige la condivisione delle risorse tra tutti gli abitanti. Grande Puffo, in alcune versioni, viene paragonato a Stalin e Quattrocchi a Trotsky. Lo stesso Grande Puffo, capo del villaggio dei Puffi, è vestito di rosso e ha una lunga barba bianca, cosa che farebbe pensare a un ulteriore rimando al comunismo e allo stesso Karl Marx.
(da wikipedia.it)