mercoledì 5 luglio 2006

Sogno di una sera di mezza estate









Solo una parola: MITICI!!!

Germania battuta 2-0, Italia in finale
ai mondiali Germania 2006.
Grandissimi Grosso e Del Piero: il sogno continua!

lunedì 3 luglio 2006

Ce la facciamo!

domenica 2 luglio 2006

La sentinella

Devo dire che Michael Douglas non si smentisce mai: il ruolo che ricopre in tutti i film è sempre piuttosto azzeccato. Anche nell'ultimo film, nelle sale in questi giorni, conferma che Douglas si trova a suo agio nei ruoli di detective-playboy. In realtà "The sentinel" è un film che punta sull'azione, con il classico complotto per uccidere - nientemeno - che il Presidente degli Stati Uniti, che lo stesso Douglas (alias Pete Garrison) ha giù provveduto a, diciamo così, rendergli difficoltoso il passaggio attraverso le porte. Alla fine lo spettatore pensa che nel complotto possa essere coinvolto chissà chi, anche se essere smentiti fa tirare un sospiro di sollievo. L'unica scena che mi ha lasciato perplesso è quella in cui si vede l'elicottero del Presidente Usa colpito e abbattuto (senza Presidente a bordo) da un missile: credo che questa eventualità sia quantomeno improbabile. Per il resto il film credo renda bene l'idea del tipo di sorveglianza che sta attorno alla persona più potente del mondo.
Ecco i "credits" del film:
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 108'
Regia: Clark Johnson
Cast: Michael Douglas, Kiefer Sutherland, Eva Longoria, Kim Basinger, David Rasche, Martin Donovan, Ritchie Coster

Germania, arriviamo!

giovedì 29 giugno 2006

Nuovo blog

Con grande gioia vi annuncio che da stasera è attivo il nuovo blog interamente dedicato a Claudio Baglioni. Il blog è raggiungibile all'indirizzo:

Pubblicizzate, mi raccomando!

lunedì 26 giugno 2006

Tottigol

Stavolta la fortuna ha aiutato noi. Un po' per uno. Alla faccia di quello che diceva ieri - vedi sotto - il ct australiano (che poi è olandese). Grazie «Pupone», il sogno mondiale continua!

domenica 25 giugno 2006

Mondialando

Hiddink: «Italia favorita. Come l'altra volta»
Guus Hiddink lascia quasi con piacere i favori del pronostico all'Italia ma avverte: l'Australia non stravolgerà la sua natura e domani giocherà all'attacco. Alla vigilia della sfida di Kaiserslautern il ct dei Socceroos sembra avere già le idee chiare su quale sarà l'atteggiamento della sua squadra ma riconosce che la forza della Nazionale azzurra, per lui un avversario anche più duro dello stesso Brasile. «L'Italia è molto più esperta nella fase difensiva e non credo che avremo contro di loro tutte le occasioni che ci ha concesso il Brasile - spiega Hiddink - Loro sono i favoriti di questa partita, è chiaro. Hanno giocatori che militano in un campionato di alto profilo e che si fanno valere ai più alti livelli del calcio mondiale. Con tutto il rispetto, i miei giocatori non hanno ancora la loro esperienza». L'Australia spera che lo scandalo calciopoli possa condizionare gli azzurri, ma Hiddink non sembra tanto convinto. «Potrebbe costituire una distrazione ma non penso che avrà una grande influenza sulla squadra», replica il selezionatore olandese. Nel 2002, alla guida della Corea del Sud, Hiddink fece fuori l'Italia di Trapattoni proprio negli ottavi e i tifosi dei Socceroos si augurano che possa ripetere l'impresa. «Rispetto a quattro anni fa quella italiana è una squadra diversa - è la sua analisi - perchè l'allenatore è diverso, i giocatori sono diversi e soprattutto è cambiata la mentalità. Una sola cosa è rimasta la stessa: sono loro i favoriti».
(dal sito del Corriere)

(Mini) bufera di giugno

Vabbè, stasera ci mancava anche questa bufera-flash di fine giugno per buttare all'aria il terrazzo. Evviva. Fatto più grave - speriamo non sia un segno del destino - il vento ha fatto cadere la bandiera dell'Italia che avevo issato sul terrazzo dall'inizio dei Mondiali. Domattina provvederò a ricollocarla al suo posto, in vista del match di lunedì. A proposito, un gran bel successo quello di giovedì. Ma ricapitoliamo (grazie a Google) le partite - belle - di oggi:

domenica 18 giugno 2006

Emozioni e illusioni


Alla fine bene non è andata. Per essere banali, poteva andare peggio, ma poteva anche andare meglio. Molto meglio. Bravi comunque, dai. E stiamo a vedere cosa succederà mercoledì.

Ma forse alla fine l'importante è davvero divertirsi tutti assieme:

sabato 17 giugno 2006

Ricordando spiacevoli episodi

Stasera alle 21 c'è Italia-Usa. Come gesto apotropaico voglio ricordare uno spiacevole episodio con questa immagine...


La notte bella

Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle

Quale festa sorgiva
di cuore a nozze

Sono stato
uno stagno di buio

Ora mordo
come un bambino la mammella
lo spazio

Ora sono ubriaco
d'universo

(Giuseppe Ungaretti, da «L'allegria - Il porto sepolto»)

venerdì 16 giugno 2006

Tramonto su Treviglio

lunedì 5 giugno 2006

Gita a Monte Isola









venerdì 2 giugno 2006

Cena a base di fagioli. Seguirà concerto

Ecco alcuni annunci (veri) letti sulle bacheche delle parrocchie:

"Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!".

"Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio".

"Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce giovedì sera alle 7. Per cortesia usate le porte sul retro".

"Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'Amleto di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia".

"Care signore, non dimenticate la vendita di beneficienza! E' un buon modo per libearvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti".

"Tema della catechesi di oggi: «Gesù cammina sulle acque». Catechesi di domani: «In cerca di Gesù»".

"Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con i ringraziamenti di tutta la parrocchia".

"Ricordate nelle preghiere tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra Parrocchia".

"Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!"

"Il costo per la partecipazione al convegno su «Preghiera e digiuno» è comprensivo dei pasti".

"Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare".

"Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedelli della prima fila".

"Martedì sera cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto".

domenica 21 maggio 2006

Nuove mode

venerdì 19 maggio 2006

Gazza ladra non andare via...


Vi mostro come sempre in anteprima mondiale la foto della piccola gazza ladra che ieri pomeriggio è atterrata sul terrazzo di casa mia. Probabilmente era impegnata nel volo inaugurale, ma qualcosa dev'essere andato storto. Era accompagnata dalla madre, che ha svolazzato per quasi un'ora sopra la casa, con atteggiamento piuttosto minaccioso. La gazza ha cercato diverse volte di superare il muro del terrazzo e tornare a volare, ma non c'è stato niente da fare: le sue ali erano troppo deboli. Così mi sono dovuto improvvisare salvatore di gazza ladra, anche con la collaborazione di Luna, che tra l'altro è stata la prima a segnalare la presenza dell'intruso sul terrazzo: dopo diversi tentativi, sono riuscito a prendere la gazza (e nel frattempo anche a fotografarla). Il simpatico uccelletto - ribattezzato Tiffany (un po' per l'assonanza con il termine ladro inglese, thief appunto) - è stato affidato a un conoscente che lo potrà accudire. Quindi, tranquilli, non è finita e non finirà in padella!

giovedì 18 maggio 2006

Continuiamo a farci del male...


lunedì 15 maggio 2006

domenica 14 maggio 2006

Visti da lassù


Non so se avete già avuto modo di osservare il nuovo sistema mappe di Google (http://maps.google.com/). La zona di Treviglio (non tutta in verità) è tra quelle già realizzate con un livello di zoom davvero incredibile: in pratica si possono vedere dal satellite addirittura delle auto posteggiate nella piazza davanti all'ex Upim, per fare un esempio. Alcune aziende, invece, hanno probabilmente vietato di essere "visibili" dall'alto perché i loro insediamenti sono "oscurati". Adesso mi sto tirando matto per capire dove, nel momento in cui è stata realizzata la mappa (mi pare circa due mesi fa, stando ai riferimenti visivi), avevo posteggiato la Bravo. In pratica in questo modo si possono vedere case e addirittura automobili e quanto altro in qualsiasi parte del mondo. Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono già vaste zone dove si può utilizzare il livello massimo di zoom: vi assicuro che la sensazione è davvero unica. Ecco qui sopra come si vede nello zoom massimo il centro di Treviglio: sembra che nei prossimi mesi ci sarà anche un livello di zoom ancora più dettagliato anche da noi. Si vedranno anche le persone? Inquietante, ma interessante!

Uomini persi

anche chi dorme in un angolo pulcioso
coperto dai giornali le mani a cuscino
ha avuto un letto bianco da scalare
e un filo di luce accesa dalla stanza accanto
due piedi svelti e ballerini a dare calci al mare
nell'ultima estate da bambino
piccole giostre con tanta luce e poca gente
e un giro soltanto

anche questi altri strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore portano la guerra
sono tornati con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie del primo giorno di scuola
raggi di sole che allungavano i colori sugli ultimi giochi
tra i montarozzi di terra
e al davanzale di una casa senza balconi
due dita a pistola

anche quei pazzi che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare
hanno pensato che i morti li coprissero
perché non prendessero freddo e il sonno fosse lieve
hanno guardato l'aeroplano e poi l'imboccano
e son rimasti così senza inghiottire e né sputare
su una stradina e quattro case in una palla di vetro
che a girarla viene giù la neve

anche questi cristi caduti giù senza nome e senza croci
son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi
sulle barchette coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi dal mondo
di tutti i cuori dispersi nel mondo

quelli che comprano la vita degli altri
vendendogli bustine e la peggiore delle vite
hanno scambiato figurine e segreti
con uno più grande ma prima doveva giurare
teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clacksonanti del ritorno dalle gite
e un po' di febbre nei capelli
ed una maglia che non vuole passare

e i disperati che seminano bombe tra poveri
corpi come fossero vuoti a perdere
come se fossero pupazzi
seduti sui calcagni han rovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava
le voci aspre delle madri che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle dentro i cortili dei palazzi
e la famiglia a comprare il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava

anche questi occhi fame di nascere per morir di fame
si son passati un dito di saliva sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone in uno sciame
leggeri come stracci e dove fanno a botte
dove è un papà che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi nel mondo
di tutti i cuori dispersi nel mondo

sabato 13 maggio 2006

Piccolo spazio pubblicità

venerdì 12 maggio 2006

Simpsons Test

A quale dei Simpsons assomigli di più?
Lo puoi scoprire con questo test:
(per la cronaca: io assomiglierei, stando al suddetto test, al signor Burns. Attendo smentite...)

GMG 1997

Ieri sera nella fiction su Giovanni Paolo II si sono viste alcune immagini della Giornata mondiale della gioventù che si è tenuta nel 1997 a Parigi: la foto qui sotto prova modestamente che c'ero anche io!...

Piccole cose

La vera felicità sta nelle piccole cose: una piccola villa, un piccolo yacht, una piccola fortuna...

giovedì 11 maggio 2006

L'infinito (on line)

Con il computer gli errori vengono (quasi) sempre sistemati e così degli scritti si ha sempre e solo la versione definitiva. E se il computer ci fosse stato anche all'inizio dell'Ottocento, forse oggi non potremmo guardare questo splendido manoscritto del grande Leopardi e capire che anche le opere più profonde non sono nate così, di getto, ma sono state apportate delle correzioni. Per arrivare, oserei dire, alla perfezione, alla bellezza e al genio. Va però anche detto che è grazie al computer e in particolare a Internet (www.bnnonline.it/biblvir/leopardi.htm) se oggi chiunque può guardare questo manoscritto:

Guarda che luna


Foto scattata l'altra sera dal terrazzo di casa mia, a Pontirolo Nuovo, con macchina fotografica digitale reflex Canon 350D, obiettivo AF 300 mm (nessuna elaborazione digitale).

martedì 2 maggio 2006

2001-2006

All'inizio pensavo sempre alla stessa immagine. Io che mi giro indietro, chissà poi perché, e ti guardo. Tu che alzi la mano destra dal letto e con gli occhi più che con la bocca mi sussurri ciao. Io sorrido e cammino nel corridoio dell'ospedale mentre la tua immagine scompare dietro la porta. Non sapevo in quell'indimenticabile istante che sarebbe stata l'ultima volta che mi salutavi, che vedevo i tuoi occhi aperti. Per mesi, forse anni ho ripensato a quel momento, al fatto che avrei potuto tornare indietro, dirti grazie per tutto. Dire qualsiasi altra cosa, pur di stare ancora lì con te per qualche secondo, qualche minuto, qualche ora. O anche non dire niente, stare lì per recuperare i momenti in cui non ti ero stato accanto. In cui la vita, questo strano lavoro o altre persone ci avevano tenuto lontano. Ma adesso ho capito.

Sono serviti cinque anni, ma alla fine anche io, cocciuto come sono sempre stato, ho capito. Che non sarebbero stati quei cinque minuti in più che avrei desiderato ma che non ci sono mai stati, non era quel saluto, lui stesso incosapevole di essere l'ultimo ma tanto dolce da diventare indimenticabile, a imprimersi nella pellicola della mia mente come il ricordo più caro di te. Col passare degli anni sono riaffiorati nell'album del mio passato alcuni momenti che mentre li vivevo mi apparivano come consueti, ma che invece adesso stanno assumendo un significato più prezioso. Le centinaia di disegni, le passeggiate in campagna, la camomilla della sera, le mattine in bici a Treviglio, per le quali mi preparavo come dovessi andare chissà a quale importante appuntamento. Adesso per andare a Treviglio ci metto sette minuti, in macchina. E nemmeno ci penso più. Ma non c'è più l'aria che mi fa volare indietro i capelli e anche i capelli sono decisamente di meno: so che sorrideresti leggendo questa frase, come sorridevi quella volta che ti dissi che quelle bistecche della mensa scolastica erano talmente sottili da sembrare delle fotocopie, non come quelle che mi facevi tu. Un altro momento che mi fa sorridere ancora adesso.

Ecco, proprio quei piccoli istanti di passato, più indietro nel tempo rispetto all'ultimo periodo così triste, stanno prendendo il sopravvento nella mia mente. Così adesso riesco a guardare la tua foto senza rattristarmi perché non ci sei più, ma pensando a quanto saresti, a quanto sei orgogliosa se faccio qualcosa secondo quei principi di rispetto degli altri, di umiltà, di dignità e di riservatezza che anche tu mi hai insegnato, dal primo all'ultimo momento. Il primo momento, appunto, quello in cui tu mi hai preso in braccio all'ospedale e mi hai guardato, ma dove io, neonato, non ti potevo ancora vedere. E quell'ultimo istante, in cui io vedevo te mentre ti coprivano il capo con il telo di lino e invece eri tu a non potermi più vedere.

All'inizio l'idea che non ti avrei più visto o parlato era per me incomprensibile. Poi ho capito che quello che conta è far tesoro dei momenti passati insieme. Se chiudo gli occhi mi sembra ancora di essere in quella sera d'agosto, quando guardavamo le stelle e tu mi dicevi che la vita era tanto bella, che ci sono tante piccole cose che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, che però non vediamo ma per le quali vale la pena di vivere. Mi piace pensare che questi pensieri, che chiunque può leggere in qualsiasi parte del mondo si trovi, da qualche altra parte li stia leggendo anche tu. Ma mi emoziona ancora di più immaginare che queste stesse frasi già le conoscevi prima ancora che le scrivessi.

giovedì 27 aprile 2006

A proposito del "Codice da Vinci"

Sta per uscire nelle sale il "Codice da Vinci". Visto che mi pare stiano circolando notizie piuttosto approssimative a proposito di una presunta verità storica contenuta nell'omonimo libro, riporto parte del discorso che padre Raniero Cantalamessa ha tenuto nella Basilica di San Pietro lo scorso Venerdì Santo.
“Verranno giorni in cui non si sopporterà più la sana
dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa di nuovo, gli uomini si
circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto
alla verità per volgersi alle favole” (2 Tim 4,3-4).

Questa parola della Scrittura –soprattutto l’accenno al
prurito di udire cose nuove - si sta realizzando in modo nuovo e impressionante
ai nostri giorni. Mentre noi celebriamo qui il ricordo della passione e morte
del Salvatore, milioni di persone sono indotte da abili rimaneggiatori di
leggende antiche a credere che Gesú di Nazareth non è, in realtà, mai stato
crocifisso.

“È una costatazione poco lusinghiera per la natura umana,
scriveva anni fa il più grande studioso biblico della storia della Passione,
Raymond Brown: quanto più fantastico è lo scenario immaginato, tanto più
sensazionale è la propaganda che riceve e più forte l’interesse che suscita.
Persone che non si darebbero mai la pena di leggere un’analisi seria delle
tradizioni storiche sulla passione, morte e risurrezione di Gesú, sono
affascinate da ogni nuova teoria secondo cui egli non fu crocifisso e non morì,
specialmente se il seguito della storia comprende la sua fuga con Maria
Maddalena verso l’India [o verso la Francia, secondo la versione più
aggiornata]…Queste teorie dimostrano che quando si tratta della Passione di
Gesú, a dispetto della massima popolare, la fantasia supera la realtà, ed è,
ahimè, anche più redditizia” [1].

Si fa un gran parlare del tradimento di Giuda e non ci si
accorge che lo si sta rinnovando. Cristo viene ancora venduto, non più ai capi
del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per milioni di dollari …
Nessuno riuscirà a fermare quest’ondata speculativa, che anzi registrerà presto
un’impennata con l’uscita di un certo film, ma essendomi occupato per anni di
Storia delle origini cristiane sento il dovere di attirare l’attenzione su un
equivoco madornale che è al fondo di tutta questa letteratura pseudo-storica.
I vangeli apocrifi di Tommaso, di Filippo, di Giuda, sui quali ci si appoggia e che vengono presentati come scoperte sensazionali dei nostri giorni sono testi da sempre conosciuti, in tutto o in parte. Sono scritti del II-III secolo con i quali neppure gli storici più critici e più ostili al cristianesimo hanno mai pensato, prima d’oggi, che si potesse fare della storia. Sarebbe come se fra qualche secolo si pretendesse ricostruire la storia attuale basandosi sui romanzi scritti nella nostra epoca.
L’equivoco di cui parlavo consiste nel fatto che si utilizzano questi scritti per far dire loro esattamente il contrario di quello che intendevano. Essi fanno parte della letteratura gnostica. Per la gnosi il mondo materiale è una illusione, opera di un Dio cattivo o inferiore; Cristo non è morto sulla croce, per il semplice motivo che non aveva mai assunto, se non in apparenza, un corpo umano, essendo questo indegno di Dio (docetismo); se in uno di tali scritti, di cui si è fatto gran parlare nei giorni scorsi, egli stesso ordina a Giuda di tradirlo è perché – tipico tema gnostico - alla sua morte, lo spirito divino che è in lui potrà finalmente liberarsi dell’involucro della carne e risalire al cielo. La donna si salverà solo se il “principio femminile” (thelus) da essa impersonato, si trasformerà nel principio maschile, cioè se cesserà di essere donna [2]. La setta dei manichei non si sbagliava nel fare di questi vangeli le proprie scritture canoniche.

La cosa buffa è che oggi c’è chi crede di vedere in questi scritti l’esaltazione del principio femminile, della sessualità, del pieno e disinibito godimento di questo mondo materiale, in polemica con la Chiesa ufficiale che, con spirito manicheo, avrebbe sempre conculcato tutto ciò! Lo stesso equivoco che si nota a proposito della dottrina della reincarnazione. Presente nelle religioni orientali come una punizione dovuta a precedenti colpe e come la cosa a cui si anela a porre fine con tutte le forze, essa è vista in occidente come una meravigliosa possibilità di tornare a vivere e a godere indefinitamente di questo mondo.
Sono cose che non meriterebbero di essere trattate in questo luogo e in questo giorno, ma non possiamo permettere che il silenzio dei credenti venga scambiato per imbarazzo e che la buona fede (o la dabbenaggine?) di milioni di persone venga grossolanamente manipolata dai media, senza alzare un grido di protesta in nome non solo della fede, ma anche del buon senso e della sana ragione. È il momento, credo, di riascoltare l’ammonimento di Dante Alighieri:
“Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:non siate come penna ad ogni vento,e non crediate ch'ogni acqua vi lavi.
Avete il novo e 'l vecchio Testamento,e 'l pastor de la Chiesa che vi guida;questo vi basti a vostro salvamento…Uomini siate, e non pecore matte ” [3].

martedì 25 aprile 2006

Riflessione (triste)

Il pesce rosso ha un'autonomia di memoria di trenta minuti. Mi spiego: un pesce rosso può ricordarsi quello che ha fatto e provato fino a mezz'ora prima. Quello che ha invece fatto o provato da mezz'ora prima all'indietro, invece, non se lo ricorda più. Dunque se il pesce rosso nell'ultima mezz'ora ha avuto fame, pensa di aver avuto fame per tutta la vita. Se nell'ultima mezz'ora è stato invece felice, crede di essere sempre stato felice. Se invece nell'ultima mezz'ora sta per morire, un pesce rosso pensa di aver trascorso tutta la vita nell'imminenza della morte. Quindi, se ci pensiamo, un pesce rosso trascorre tutta la vita pensando di essere in procinto di morire...

lunedì 24 aprile 2006

Nuovo mito personale

Lettrici e lettori del blog,
vi comunico che da ieri sera
ho un nuovo mito personale!
In anteprima vi mostro la foto:

domenica 16 aprile 2006

Buona Pasqua

«Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”. Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura».
(Marco, 16,1-8)
«Non abbiate paura»
(Giovanni Paolo II)

venerdì 14 aprile 2006

Venerdì Santo

Un giorno avevo il vento
che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento,
cosa cì fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno, ma hanno paura
che l'amore è un inganno...
(la foto l'ho scattata ieri pomeriggio dal terrazzo di casa)

sabato 8 aprile 2006

Buon viaggio Tommy

«Fate che il mio sacrificio non si perda nell'oblio,
fate che il mio sacrificio sia utile ai vostri cuori,
fate che il mio sacrificio vi renda consapevoli
della sacralità della vita umana,
con cui non si può giocare... e a me piaceva molto giocare»

giovedì 6 aprile 2006

Ragazze dell'Est

Dieci anni fa mi trovavo a Praga. Non ho mai dimenticato quel clima così strano, misto di nostalgia e voglia di cambiare. Una città triste, ma proprio per questo affascinante. Quei lampioni arancio, quelle sere così silenziose, quei viali così nomadi. E soprattutto lo sguardo dolce e profondo delle ragazze, le ragazze dell'Est.


Nei mattini pallidi ancora imburrati di foschia
risatine come monete soffiate nei caffè
facce ingenue appena truccate di tenera euforia
occhi chiari laghi gemelli occhi dolci amari...
Io le ho viste
fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
sotto pensiline che aspettano il sole e il loro tram
coprirsi bene il cuore in mezzo a sandali e vecchie camicie fantasia
e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo
Io le ho viste
portare fiori e poi fuggire via
e provare a dire qualcosa in un italiano strano
io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei foulard
e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano
Io le ho viste
che cantavano nei giorni brevi di un'idea
e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
io le ho viste stringere le lacrime di una primavera che non venne mai
volo di cicogne con ali di cera
Ancora io le ho viste
far la fila con impazienza davanti ai gelatai
quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di blu
piccole regine fra statue di eroi e di operai
lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi
Io le ho viste
eccitate, buffe e sudate per la felicità
negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
e bere birra e chiudere di fuori la solita neve e la realtà
e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare
Le ho viste
nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissà che
scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
povere belle donne innamorate d'amore e della vita
le ragazze dell'Est

mercoledì 5 aprile 2006

Complimenti!

Approfitto di questo spazio che la grande rete mi concede, per farti i miei personali complimenti per la laurea! Naturalmente spero di non aver mai bisogno personalmente di quanto hai faticosamente imparato (seguono gesti apotropaici...). Complimenti Annalisa! E grazie per la festa (e la torta...)...

domenica 2 aprile 2006

Grazie

È passato esattamente un anno. Ma quel "flash" Ansa me lo ricordo come fosse ora. "Il Papa è morto". Una frase brevissima, tanto amara nella sua freddezza, ma altrettanto ricca di significato. Quel grande uomo che era stato Karol Wojtyla se n'era andato per sempre. L'uomo, appunto, se n'era andato da questo mondo. Ma non la persona, quello che Papa Giovanni Paolo II ha fatto nei suoi lunghi anni di pontificato. Soprattutto il suo insegnamento, quello di "non avere paura", nemmeno di fronte alla morte, come ha esemplarmente fatto anche lui. Ma non avere paura in generale, per far prevalere l'amore all'odio. In ogni piccola cosa che si fa. Un insegnamento che il mondo non ha dimenticato: lo testimoniano le migliaia di persone che oggi si sono riversate in piazza San Pietro. Questo Papa non è stato dimenticato e difficilmente lo sarà. Sia per il suo spessore storico senza precedenti, sia - e secondo me è un aspetto altrettanto rilevante - per il messaggio interiore che ha saputo infondere a tutte le persone, forse per primi i giovani. Proprio tra i giovani ho avuto la fortuna, nel 1997, di essere accanto al Santo Padre: mi è passato di fronte sulla "papamobile" bianca, per un istante il suo sguardo ha incrociato il mio. L'emozione è stata forte e in quel momento non capivo perché. L'ho capito il 13 settembre scorso, quando ho fissato il marmo della sua tomba nelle grotte vaticane. L'emozione è stata la stessa e solo in quel momento il messaggio mi è stato chiaro. Se l'amore è davvero grande, allora può davvero andare oltre la morte. Grazie, grande Papa e grande uomo. Come ho scritto un anno fa, non ti avrei dimenticato. E così è stato.

sabato 1 aprile 2006

Tramonto sul lago Gerundo

lunedì 27 marzo 2006

Voteremo. Votando. Votassimo

Ma guardate un po' questo sito:

Micio ridens


Lo troverete di sicuro anche sul famoso "Bestiario podiense". Si tratta del micio ridens, noto con il nome volgare di "Birillo", appartenente alla famiglia dei Bibocchietti. Ne è stato avvistato un esemplare in via Isser a Treviglio. Fate attenzione: se lo incontrate, potrebbe assalirvi e tenervi in pugno - anzi, in zampa - fino a quando non cederete e gli darete una scatoletta di pappa. A volte il "Bibo" finge di avere la voce rauca, per incutere ancora più timore nel suo avversario. Altre volte finge di avere la voce rauca, per immobilizzare l'avversario. Come Ulisse con le sirene, l'ideale sarebbe tapparsi le orecchie, per evitare di essere ammaliati dalla voce bibensa. Il miciotto è anche proprietario di una cuccetta marrone chiaro a forma di fungo: ma attualmente non ci vive, pare si tratti solo di una copertura. Le rare volte in cui lo si può incontrare, è affiancato dalle componenti del suo harem: Pingui, Stremese, Sghibi e White, ultimamente più note come "Miciobus". E poi non dite che non vi avevo avvertito...

Bistecchine


Esistono bistecche e Bistecche con la "b" maiuscola.

giovedì 23 marzo 2006

Sulla strada

Stamattina, venendo al lavoro, avevo davanti un automobilista talmente lento che l'autovelox, invece di scattare la foto, gli ha fatto un dipinto a olio!

martedì 21 marzo 2006

Preziosità

Grazie Internet. Di solito sono abituato a girare per i vari mercatini della zona per trovare libri e giornali da collezione, appunto per rimpinguare la mia modesta collezione (e scusate la ripetizione. E adesso anche la rima...). Invece devo dire che sono riuscito ad avere grazie a Internet una copia dell'edizione straordinaria dell'Osservatore romano del 2 aprile scorso, quando è morto Papa Giovanni Paolo II. Una copia tra l'altro tenuta come nuova!
Al mercatino di Treviglio ho invece trovato, per gli amanti del genere, una ristampa del 1975 del volume "Treviglio e il suo circondario" di Marco Carminati, scritto nel 1895: un libro "fondamentale" per chi è appassionato di storia locale. Leggendolo ho scoperto che a Pontirolo c'era un antico castello e che alcune sue parti sono state inglobate in case coloniche. Resta da capire quali siano. Se mi arrestano per violazione di domicilio, sapete perchè!

giovedì 9 marzo 2006

Vita extraterrestre... in fondo al mare

MILANO - Forse le tracce di una possibile vita extraterrestre, su Marte o nel lago sotterraneo della luna gioviana Europa le possiamo scoprire... nei fondali del Mar Mediterraneo. L’interessante storia inizia poco più di vent’anni fa, quando nel 1984 un gruppo di scienziati dell’Università di Milano trovava nel Mare Nostrum, a cento miglia dalle coste libiche e a 3.300 metri di profondità, una bolla d’acqua completamente separata dal sovrastante mare; un vero lago, insomma, battezzato Lago Bannock, che si distingueva dal liquido circostante per la sua elevatissima salinità. Superato l’entusiasmo per la scoperta iniziò un lungo lavoro di indagine per capire le caratteristiche specifiche dello strano lago (descritto poi geologicamente dagli studiosi dell’Università di Milano-Bicocca) e vedere se esso conteneva qualcosa di vivo, qualche forma biologica che per lo stranissimo ambiente doveva per forza, se esisteva, essere diversa dal normale.
I «NUOVI» BATTERI - Le aspettative sono state premiate e ora gli studiosi dell’Università di Milano guidati dal professor Daniele Daffonchio della facoltà di Agraria annunciano le loro interessantissime conclusioni. L’intero lavoro è stato realizzato in collaborazione con tre gruppi di ricerca italiani (Istituto per l’ambiente marino del Cnr di Messina, la Tecnomare di Venezia, l’Università di Milano Bicocca) più altri otto gruppi europei, tutti inseriti nel progetto europeo «Biodeep» a sua volta coordinato dagli scienziati italiani del Consorzio interuniversitario per le scienze del mare. Con un veicolo sottomarino battezzato Modus-Scipack (realizzato da Tecnomare del gruppo Eni) collegato via cavo alla nave oceanografica Urania, si è riusciti a prelevare campioni di salamoia e sedimenti del profondo lago salato consentendo l’analisi dei campioni in laboratorio. E’ stato qui che il microscopio ha rilevato la presenza di forme di vita mai trovate in altri ambienti marini o terrestri. Si tratta di una comunità di batteri complessa e molto più ricca di quelle che vivono altrove in acque normali: una vera oasi di vita stranissima e sconosciuta.
CAPPA DI SALE - Il lago ha una «superficie» costituita da 2,5 metri di spessore nella quale la salinità passa dal 40 per mille al 400 per mille costituendo una vera cappa per il lago sottostante. In queste acque risiedono anche i nutrienti di cui i microrganismi si alimentano. La presenza di questi microrganismi di nuove caratteristiche dimostra due cose importanti.
VITA EXTRATERRESTRE - La prima è che esistono degli ambienti estremi, come in altri casi e con altre scoperte oceaniche era stato dimostrato, nei quali la vita può crescere e svilupparsi nonostante le condizioni proibitive come le alte pressioni ed elevata salinità. Ciò rafforza sempre più l’idea e la speranza che in diversi ambienti extraterrestri come i fondi salini scoperti dal rover Opportunity su Marte oppure nel lago salato scoperto sotto i ghiacci della luna Europa di Giove possa essere nata o essersi mantenuta (se era giunta dall’esterno) qualche forma di vita.
SU «NATURE» - La seconda cosa rilevante è legata al possibile impiego, al reale sfruttamento di queste sostanze e di questi microrganismi per applicazioni industriali, agrarie ed anche farmaceutiche. Gli scienziati italiani raccontano le loro scoperte e spiegano i loro risultati sulla rivista britannica Nature di questa settimana.
Giovanni Caprara
08 marzo 2006
(dal Corriere)

sabato 4 marzo 2006

Farewell

E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent'anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci,
di amori rapaci, e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d' avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d' avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: «Con chi sarà?»
In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un'emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
«The triangle tingles and the trumpet plays slow»
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.